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Figlio del re dell’horror italiano Mario Bava, Lamberto è uno degli autori più prolifici degli ultimi 20 anni.Intorno alla metà degli anni sessanta inizia a lavorare come assistente alla regia al fianco del padre in alcune pellicole come Terrore nello spazio, Operazione paura, Cani arrabbiati, Diabolik, Gli orrori del castello di Norimberga.In quegli anni, in qualità di assistente alla regia e di addetto alla sceneggiatura, sviluppa diverse collaborazioni con altri registi come Joe D’amato, Franco Prosperi e Ruggero Deodato che hanno svolto un ruolo fondamentale per l’affermazione della cosiddetta “via italiana” al cinema di genere, dando un contributo decisivo allo sviluppo di alcuni filoni come appunto il thriller, l’horror e i film di genere erotico.Nel 1977 Con Shock scritto da Lamberto e diretto dal padre Mario, assistiamo a una sorta di passaggio di consegne tra colui che ha dominato gli anni ’60 e ’70 e il figlio che ha cercato di seguirne le orme, non sempre con gli stessi risultati. Il debutto alla regia avviene l’anno successivo in La Venere d’Ille, ultimo film di Mario Bava.Gli anni ’80 si aprono con altre collaborazioni importanti: Pupi Avati produce Macabro, scritto e diretto dallo stesso Lamberto, film in cui viene affrontato il tema della necrofilia. Nonostante l’insuccesso decretato dal pubblico, Macabro ottiene buone critiche da parte degli addetti i lavori.

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Probabilmente molti dei fans di Robert Downey Jr. Non sarebbero d’accordo con questa definizione, riconoscendo al ragazzo di New York molte più doti di quante lui stesso sia capace di ammettere.La sua ascesa è stata ostacolata da problemi di dipendenza da sostanze stupefacenti e alcol che gli sono valsi arresti, settimane di prigionia e analisi antidroga obbligatorie sul set di alcuni film.Nel 1992 sembrava l’uomo destinato a segnare la storia del cinema: il suo Chaplin commosse e lo lanciò nell’Olimpo. Proprio il successo fece emergere gli abissi dell’animo di Robert Downey Jr., quelle stesse profondità che probabilmente gli regalano uno degli sguardi più intensi e veri di Hollywood: quando Robert guarda, vede per davvero il suo interlocutore; quando Robert piega il suo volto in una smorfia d’espressione, diventiamo noi stessi quella emozione.Fu la televisione a recuperarlo: nella serie Ally McBeal ottenne premi e iniziò a risalire la china; il cinema tornò a celebrarlo con Kiss Kiss Bang Bang diretto da un altro grande desaparecido di Hollywood: quel Shane Black che negli anni Ottanta fu lo sceneggiatore più pagato grazie al successo di Arma Letale.

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