Ray Ban Branches Philippines

Sono in Italia per presentare Mostri. Creature fantastiche della paura e del mito, la mostra al Museo Nazionale Romano che dimostra come i mostri del cinema moderno nascano spesso da quello dell classica. Scott Ross (Titanic, Aldilà dei sogni, Lo strano caso di Benjamin Button, Guerre Stellari, Il signore degli anelli.) e Shane Mahan (Iron Man, Thor, The Avengers, The Hunger Games, Spider Ma, Vita di Pi.) ci raccontano l che fa fare effetti speciali, creare non più solo mostri ma oramai mondi interi al computer.

Google Assistant, Alexa, Siri: gli assistenti vocali sono sempre pi evoluti e onnipresenti nella nostra vita. Dallo smartphone allo smart speaker sono sempre in ascolto e noi li utilizziamo per qualsiasi cosa, ma malintenzionati potrebbero nascondere messaggi segreti dentro file musicali o persino testuali come un eBook per costringerli ad aprire a nostra insaputa siti a rischio o eseguire azioni malevole votate alla sottrazione di dati sensibili, codici bancari etc. Comandi che noi non sentiremmo assolutamente, ma che essi sentono distintamente..

Inizia a lavorare giovanissimo per la tv locale Channel 31, dove produce e realizza una serie di cortometraggi dal 1990 1998, uno di questi è Karate Raider (1995) diretto da Ronald L. Marchini e Charlie Ordonez.I primi film e l’apparente amicizia con Tom CruiseConsiderato una vera e propria leggenda per la comunità teatrale della città nella quale risiede, Fairfield, e appassionato di action movie, comincia a lavorare a un lungometraggio e ciò che partorirà è Sangue, proiettili e ottani (1998) che susciterà l’attenzione del Sundance Film Festival. A questo seguirà la pellicola Narc Analisi di un delitto (2002) che viene sostenuto grandemente da Tom Cruise, il quale sceglie Carnahan per la sceneggiatura e la regia di Mission: Impossible III.

Sono questi gli ingredienti principali delle sue pellicole che, visivamente, ricordano un primigenio e surreale videogames. Un trend stilistico crescente (da cui hanno tratto ispirazione Darren Aronofsky, Jan Kounen e Takashi Miike) che si articolerà in una lunga ed energica filmografia mai vista prima al cinema, di cui lui cura sceneggiatura, produzione, scenografia, fotografia, montaggio, oltre a essere, talvolta, interprete di uno dei personaggi principali. Fra ferite e trasformazioni fisiche, sotto una fotografia che predilige toni blu o arancioni, Tsukamoto esprime e porta al massimo l’idea della disumanizzazione della vita nelle grandi città che, parallelamente, comporta una crescente fragilità del corpo umano, così come delle difficoltà relazionali, sfocianti nell’alienazione (rappresentata di solito in maniera astratta, attraverso metaforici incubi).Shinya Tsukamoto nasce il primo gennaio 1960 a Tokyo.

Lascia un commento