Ray Ban Jr Lenscrafters

Il risultato è un’opera stilisticamente molto legata alle iperboli dell’action movie che da John Woo a Timur Bekmambetov hanno conosciuto una progressiva banalizzazione, Sylvain White tuttavia rimette in gioco queste stesse carte con rinnovati ardore e sapienza, dimostrando di conoscere bene il limite da non superare anche in uno stile che sembra non conoscerne. Il suo furore estetizzante travolge qualsiasi plausibilità, come si conviene, ma riesce anche a trovare in più di un’occasione momenti di insperato ritmo e originalità, in cui l’azione è funzionale all’estetica dei corpi (e della macchina da presa) in movimento, senza mai sfociare nell’autocompiacimento fine a se stesso. The Losers è un film dinamico e gaudiente che abbraccia moltissime semplificazioni e banalità a favore di un divertimento epidermico, immediato e fieramente spensierato..

Oppure la musa di qualche importante uomo cui si dedica mensilmente un film tv. O, perché no, una psicotica nuova assassina per chiunque volesse raccogliere l’eredità dei nostri maestri del giallo. Intanto, la potete gustare come una delle protagoniste in un cortometraggio con Alan Cappelli e Francesca Valtorta.Nata a Rimini, nel 1987, impulsiva, determinata, semplice e solare, appare per la prima volta in televisione nel 2006, quando è scelta come allieva alla sesta edizione del programma “Amici di Maria De Filippi”, ottenendo il banco di attrice.

Times, Sunday Times (2014)Then he was on the run for four days before being captured. Times, Sunday Times (2012)His imagination was captured and these formative experiences set him on his career path. Times, Sunday Times (2011)You find that you capture something about them that neither of you knew.

S’è dovuto aspettare parecchio per vedere anche da noi Ippocrate (in sala dal 7 giugno, durata 98′) di Thomas Lilti, regista del quale s’è molto apprezzato, qua, Il medico di campagna uscito alla fine del 2016. Il film di adesso precede a sua volta l’altro di due anni: sulla scia di un exploit ai premi César gli Oscar francesi e a livello tematico già parcheggiato, come il successivo, nello spazio della medicina con i suoi personaggi più significativi. Quello di oggi, fresco di giuramento al padre della medicina che dà il titolo al film, s’imbatte nella giungla ospedaliera e diventa artefice di un racconto macchina in spalla svolto quasi coi modi del documentario, concentrato sui motivi dell’etica professionale e i suoi risvolti umani, felicemente spogliato di esiti spettacolari e altrettanto convenientemente fasciato di asciuttezza drammatica e recitativa..

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