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Ma non sarà semplice portare a Contention il temibile fuorilegge Ben Wade (Russell Crowe) noto per i suoi feroci assalti alle diligenze e per aver ucciso un numero indefinito di persone e farlo salire su quel treno per Yuma. Rispolverato il racconto di (“3:10 to Yuma”) e il film diretto nel 1957 da Delmer Daves, James Mangold riporta sul grande schermo un western che racconta del difficile viaggio di Dan Evans e Ben Wade, due uomini d’onore nel far west.Un attore capace di tutto. Noto per la sua refrattarietà alle “pubbliche relazioni” e all’insofferenza verso quel ruolo da star che la fama sembra avergli adagiato sulle spalle come la porpora su un imperatore, Russell Crowe mostra veramente il meglio di se stesso davanti alla macchina da presa.

“So di avere il corpo di una debole e fragile donna, ma ho il cuore e il fegato di un re, e per giunta di un re d’Inghilterra”.Tali parole, proferite dalla regina Elisabetta I, racchiudono l’essenza del suo agire, del suo operato, del suo pensiero, delineando la figura della più grande monarca che l’Inghilterra abbia mai avuto. Non a caso, il periodo elisabettiano, nel quale si configura la nascita della nuova potenza mondiale, è una delle pagine più suggestive e affascinanti della storia inglese, celebrate dall’arte, dalla letteratura e, negli ultimi anni, anche dal cinema.Il più recente adattamento cinematografico risale al 1998 con il film “Elizabeth” in cui a vestire i panni della superba regina è la bravissima Cate Blanchett che ci offre un’interpretazione indimenticabile.Il percorso storico delineato ha inizio nel 1554, durante il regno di Maria Tudor, che governa un Paese dilaniato dall’instabilità religiosa e finanziaria e minacciato da Francia e Spagna. La cattolica sovrana promuove una furiosa persecuzione di cui sono oggetto i protestanti e si accanisce contro la sorellastra, la principessa Elisabetta, con l’accusa di tradimento.Dopo la morte di Maria, Elisabetta sale al trono d’Inghilterra all’età di 25 anni e assicura al suo amante, Robert Dudley, la cessazione dell’esilio.Elisabetta si mostra sin da subito una sovrana spregiudicata: favorisce i protestanti inimicandosi la Chiesa cattolica; rifiuta qualsiasi matrimonio d’interesse al fine di garantire l’autonomia dell’Inghilterra; è oggetto di numerose cospirazioni che, grazie al suo fidato Walsingham, vengono alla luce: quindi i nemici vengono ineluttabilmente eliminati.Ora Elisabetta, la Regina Vergine, è la padrona assoluta del trono inglese e si dedica esclusivamente al potenziamento del suo Paese.La ricostruzione storica è molto fedele e risulta sapientemente caratterizzata dalle magnifiche scenografie, dai sontuosi costumi, dal commento musicale che raggiunge l’apice della suggestione nella scena dell’investitura di Elisabetta.

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